Guardare al futuro con le radici

nel territorio

Una scuola che affonda le sue radici nel territorio e che guarda al futuro dei suoi allievi. Così si presenta l’ISISS CASAGRANDE di Pieve, che anche quest’anno si candida ad essere inserita nella importante Rete delle scuole associate UNESCO.

Il Progetto delle scuole rete Unesco, meglio conosciuto sotto le sigle ASP (Associated Schools Project), ha come obiettivo fondamentale quello di educare le giovani generazioni ad un modello di vita sociale e culturale sostenibile e universale. L’UNESCO promuove l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) dal 1992. Ha guidato il decennio 2005-2014 dell’ONU per l’ESS e ne sta ora conducendo il seguito, il Programma d’Azione Globale. Infatti la nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile riflette chiaramente questa visione sull’importanza di un’appropriata risposta educativa da parte del mondo scolastico. L’educazione è esplicitamente formulata come un obiettivo autonomo (Obiettivo 4 per lo Sviluppo Sostenibile: garantire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti).

Gli insegnanti pertanto vengono riconosciuti come soggetti chiave per l'attuazione e il raggiungimento di tali obiettivi di sostenibilità. Dunque i sistemi educativi devono rispondere a questo bisogno incalzante, definendo processi e contenuti di apprendimento, introducendo pedagogie capaci di responsabilizzare i discenti ed esortando le istituzioni ad includere i principi della sostenibilità lungo tutto il percorso educativo.

L'UNESCO in quanto Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per l’educazione, e si propone di contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza rafforzando, con l’educazione, le scienze e la cultura, la collaborazione tra le nazioni, allo scopo di garantire il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, a profitto di tutti, senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione, e che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli. 

Un’ulteriore missione principale dell’UNESCO consiste nell’identificazione, nella protezione, nella tutela e nella trasmissione alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo, partendo dal presupposto che il rispetto della diversità culturale e del dialogo rappresentino la migliore garanzia per lo sviluppo e per la pace. Le giovani generazioni e conseguentemente il mondo scolastico devono necessariamente prendere consapevolezza dell’importanza di tale riconoscimento, dal momento che ogni efficace azione di tutela e di valorizzazione non può prescindere dall’azione educativa, intesa come invito alla conoscenza e all’uso consapevole del patrimonio culturale. 

L'UNESCO identifica nello status di insegnante, la principale struttura di riferimento per i diritti e le responsabilità su scala mondiale, che hanno come obiettivo fondamentale quello di riflettere sul proprio ruolo di professionisti della formazione, sulle sfide da affrontare quotidianamente, sulle difficili condizioni di lavoro a cui spesso sono sottoposti. Il loro impegno infatti è fondamentale per fornire  un'educazione di qualità, equa, inclusiva, con pari opportunità di apprendimento per tutti, con l'obiettivo di incrementare il livello di alfabetizzazione globale e ridurre l'abbandono scolastico precoce, contribuendo a migliorare la vita delle persone, a raggiungere lo sviluppo sostenibile, favorire lo sviluppo e il senso di appartenenza ad una cittadinanza mondiale e sollecitare forme attive di protezione del Patrimonio Mondiale naturale e culturale.

Ciò premesso, nel rispetto degli obiettivi dell’Agenda 2030 cui l’Unesco fa riferimento: “…garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”; pensiamo che le azioni e i progetti di sistema che la scuola ogni anno si impegna ad attivare siano già in linea con gli orientamenti educativi dell’Unesco, poiché molti di essi hanno come finalità il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • educare allo Sviluppo Sostenibile mirando a sviluppare competenze che permettano agli individui di riflettere sulle loro azioni, prendendo in considerazione il loro attuale e futuro impatto sociale, culturale, economico e ambientale, da una prospettiva sia locale, sia globale.

  • prendere consapevolezza che il valore di sostenibilità, pacifica, prospera ed equa per tutti, si sviluppa a partire dal proprio contesto territoriale, attraverso percorsi formativi ed esperienze che prendono in considerazione una serie di bisogni sociali quali l’educazione, la salute, la protezione sociale e le opportunità di lavoro, affrontando, nel contempo, il cambiamento climatico e la protezione ambientale.

  • apertura della scuola al territorio; confronto con gli altri Istituti del territorio e attuazione di reti, nell’intento di fornire un’immagine di scuola che si interroga sui bisogni reali, che raccoglie informazioni utili a riqualificarne la proposta formativa, in una visione attenta e critica del rapporto tra scuola e realtà, tra didattica e mondo reale;

  • apertura ai nuovi saperi e alle nuove tecnologie multimediali;

  • perseguimento dell’interdisciplinarietà, sia nel senso di eventuale compresenza dei docenti e di lavoro di gruppo, sia nel senso di possibile creazione di diversi flussi disciplinari;

  • superamento di una didattica separata per materia, frammentata e non finalizzata ad un obiettivo comune, che consisterà prevalentemente nella formazione culturale e professionale del cittadino;

  • creazione di una didattica "sul territorio", nel senso che gli studenti debbono potersi avvalere, oltre che delle aule, anche dei musei e delle biblioteche presenti sul territorio (locale e nazionale), debbono poter confrontarsi con le “botteghe artigiane” e interloquire con le amministrazioni comunali e le associazioni culturali;

  • eliminazione dell’individualizzazione della didattica che consegue soltanto un sapere frammentato, che occulta le articolazioni e gli approcci differenziati allo stesso argomento, che omologa le diverse metodologie;

  • educazione alla cittadinanza e ai valori della pace e della condivisione senza i quali nessuna didattica e nessun sapere hanno ragione di essere.

  • Acquisire consapevolezza delle potenzialità del territorio del Quartier del Piave attraverso l’esperienza diretta in un contesto caratterizzato da ricchezza ambientale e paesaggistica, varietà di civiltà e tradizioni, tracce di una storia millenaria che ha visto epoche di splendore economico, civile e culturale.

  • Formare le giovani generazioni sui valori unescani, nel convincimento che l'inserimento delle scuole nella rete internazionale delle scuole associate all'UNESCO, offra diverse opportunità di scambi culturali e didattici, per quanto concerne in special modo l’Educazione alla Cittadinanza, nel rispetto delle leggi costituzionali e a difesa del patrimonio materiale e immateriale in una ottica attenta alle tematiche legate allo sviluppo sostenibile.

 

Il giornalino online “Racoon”, gestito e pensato dai nostri studenti, sarà il nostro portavoce di comunicazione e divulgazione che permetterà alla nostra scuola di dimostrare al territorio e alla commissione Unesco di poter concorrere pienamente a far parte della rete di scuole,

Ci piace pensare inoltre a Racoon come un modo per istituzionalizzare e lasciare memoria storica agli studenti presenti e futuri delle esperienze di sviluppo sostenibile svolte nel loro percorso scolastico e che come in una staffetta il testimone possa essere passato ad altri per continuare a promuovere, condividere e dimostrare che la corsa verso il traguardo di un modello di scuola sostenibile è possibile.

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