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SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA

Ogni giorno, nei telegiornali, nei social media, nei giornali, viene affrontato il tema dell’immigrazione, tendendo in particolar modo ad evidenziarne le problematiche. Ciascuno di noi, non esita ad esprimere la propria opinione rispetto alle molteplici difficoltà che il fenomeno comporta, a volte pensando anche a delle possibili soluzioni, che spesso, non vengono però ascoltate ed attuate.

Cosa possiamo fare quindi noi per rendere concrete le nostre piccole idee?
In  occasione della “sesta giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione”,il 3 ottobre 2019, istituita in memoria del naufragio del 3 ottobre 2013, in cui persero la vita ben 366 migranti, al largo delle coste di Lampedusa, noi ragazze dell’Istituto M. Casagrande, Vittoria Colladet, Beatrice Collodel, Elena Tomaselli, accompagnate dalla professoressa Enza Carbone,  abbiamo voluto portare il sostegno della nostra scuola.
Tutto è iniziato grazie ad un concorso bandito dal Miur, che ci ha portate a scrivere, insieme ad altre nostre compagne una fiaba da cui in seguito, abbiamo tratto un video , contenente caratteristiche e personaggi provenienti dalle regioni che oggi sono afflitte dal fenomeno dell’emigrazione di massa.

Per realizzare questo progetto abbiamo collaborato con una scuola bosniaca “Gimnazija Banja Luka”; questo è stato per noi un percorso di grande crescita personale ed arricchimento culturale e linguistico.
Grazie a tale  lavoro la nostra scuola è stata scelta per partecipare all’evento sopracitato organizzato dal “Comitato 3 ottobre”, al quale erano presenti più di 60 scuole provenienti da circa 20 paesi europei.
Nei quattro giorni di soggiorno a Lampedusa abbiamo avuto l’opportunità di prendere parte a varie attività, insieme ad altri ragazzi, approfondendo e confrontandoci rispetto al  tema delle migrazioni, delle tratte di esseri umani con l’aiuto di esperti, rappresentanti di varie associazioni e giornalisti…

In particolare, il momento più significativo fra tutti è stato senza dubbio la giornata del 3 ottobre; durante la mattinata abbiamo partecipato alla marcia verso la porta d’Europa, costruita proprio in ricordo di tutte le vittime del naufragio…qui si è tenuto un momento davvero molto emozionante di raccoglimento con i migranti superstiti al naufragio, tutti noi studenti, i rappresentanti della Chiesa, del Comune, delle Forze dell’Ordine e delle varie associazioni.

Nel pomeriggio, invece, abbiamo avuto l’occasione di assistere ad alcune testimonianze dei sopravvissuti a questo naufragio: un padre che perse entrambi i figli, un figlio che perse la madre, chi perse tutta la famiglia… persone che hanno visto andare a pezzi la loro vita, persone che sono state costrette ad abbandonare il loro paese d’origine per cercare di continuare a vivere.  

Spesso infatti ci dimentichiamo proprio questo: nessuno vorrebbe abbandonare la propria patria, lasciare la propria famiglia, le proprie tradizioni per andare in un paese nuovo rischiando la propria vita. Ebbene molte persone non hanno altra scelta…proprio per questo sono nati il comitato 3 ottobre e questo evento, per fare capire a tutti come stanno realmente le cose, per evidenziare il fatto che queste perone che scappano dal loro paese hanno bisogno d’aiuto, hanno la necessità di essere accolti e sostenuti , e ognuno di noi, nel suo piccolo, può  fare la differenza!
Vogliamo quindi concludere con quello che è stato lo slogan dell’esperienza di Lampedusa: “Siamo tutti sulla stessa barca”. La barca è appunto la metafora delle migrazioni del mondo nel quale, prima di qualsiasi altra distinzione siamo tutti esseri umani. Qualsiasi persona può aver avuto, ha, o potrà avere delle difficoltà; dobbiamo essere pronti ad accogliere, aiutare , sostenere chi ne ha più bisogno!

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